domenica 8 maggio 2016

Le mie attività Montessori: il ciclo della pianta




Pochi giorni fa vi avevo parlato del lavoro fatto con Leonardo sulle foglie. E' stato per noi molto utile e mi ha sorpreso piacevolmente quest'oggi durante una passeggiata lungo il fiume, notare che Leonardo osservava le foglie e mi citava le cose apprese nell'ultima attività. Questa volta abbiamo affrontato il ciclo della pianta in 6 passaggi:

  1. Il risveglio dei semi caduti nel suolo durante l'autunno
  2. Lo spuntare del germoglio  la nascita delle radici
  3. la crescita della pianta con la prime foglioline
  4. la nascita dell'alberello e il moltiplicarsi delle radici
  5. L'albero è cresciuto e in primavera fiorisce
  6. I fiori danno i frutti e una volta maturi cadono al suolo




In un secondo momento viene proposto il ciclo della vita della pianta da colorare e riordinare nell'ordine giusto. Leonardo ha colorato a suo gusto ogni immagine e dopo averlo aiutato a ritagliare ogni riquadro, abbiamo assemblato le immagini con lo scotch ottenendo così un dépliant da conservare.





In seguito abbiamo effettuato un esperimento, abbiamo preso tre barattoli e all'inteno vi abbiamo messo:

  • aria
  • acqua 
  • olio
Abbiamo poi raccolto un fiore e lo abbiamo messo uno per barattolo. Il giorno dopo abbiamo visto cosa era successo. Nel barattolo dell'aria il fiore si era seccato, in quello dell'olio era morto e in quello dell'acqua era ancora vivo e profumato.






In ultimo abbiamo analizzato le parti dell'albero e le abbiamo elencate, associato ad ogni albero la sua foglia e il suo frutto. E' stato bello in questo caso poter prendere il mio libro delle scuole superiori sul legno. Abbiamo avuto l'occasione di poter approfondire e vedere le caratteriste per ogni albero il tipo di legno: venatura, colore e durezza.

Leonardo non ha avuto fatica a riconoscere i vari frutti, ed è stato bello oggi facendo la nostra passeggiata incontrare un nocciolo e finalmente poter ben vedere la differenza tra lui e la quercia, le loro foglie e i loro frutti.


lunedì 2 maggio 2016

Le mie attività Montessori: le foglie.



In questi giorni di pioggia abbiamo avuto molto tempo da passare in casa e ci sono stati momenti in cui abbiamo potuto riprendere le nostre lezioni sulla natura, suggerite dal libro delle attività Montessori. Questa volta abbiamo parlato di foglie. Le troviamo ovunque e sono sempre attorno a noi, ma quanto ne sappiamo? Sinceramente non ricordo di averle studiate, ma ricordo perfettamente di aver fatto da bambina un disegno sulle foglie e l'ho fatto vedere subito a Leonardo al quale è piaciuto molto vedere quello che avevo fatto. 
Il libro spiega le parti della foglia ed è stato molto naturale uscire in giardino e raccogliere qualche foglia e poterla toccare con mano per comprendere meglio ogni parte. 



Io stessa non conoscevo le parti delle foglie ed è stato interessante. In seguito abbiamo visto le forme delle foglie semplici e scritto il nome (veramente difficili per Leonardo) delle varie forme. Lui si è divertito a spiegarne il significato e spesso ha indovinato.

Come potete vedere è stato anche un esercizio di scrittura. Ora scrive da solo i nomi ripetendo più volte ad alta voce la parola e riesce anche ad andare a capo.








Infine abbiamo provato a raccogliere delle foglie del giardino e Leonardo, dopo avergli fatto vedere le immagini di Arcimboldo, ha voluto creare il suo disegno:


Un signore coi baffoni che passa davanti un cespuglio




Questa è un'attività che si può fare molte volte coi bambini. Spesso quando siamo in giro Leonardo raccoglie foglie per tenere e per poter poi studiare a casa, a volte non arrivano a destinazione, altre si e ci divertiamo a creare. Su internet ci sono tante belle attività e lavori da poter fare. 

venerdì 29 aprile 2016

Matematica: le prime addizioni







In questi giorni con Leonardo ho provato ad affrontare i numeri attraverso le addizioni. E' capitato andando in giro che da solo facesse delle piccole somme o sottrazioni. Ho voluto così provare a vedere come si sarebbe comportato proponendogli dei piccoli esercizi. Premetto che nel web è molto semplice trovare siti che offrono schede da proporre ai bambini. Io ho trovato alcune schede interessanti che potete scaricare nel sito della Maestra Enza.

Come potete vedere abbiamo iniziato con prime somme semplici, dove Leonardo non ha trovato alcuna fatica. Vi è da dire che ho proceduto lentamente, proponendo inizialmente solo questo foglio e dopo due giorni ho provato a fargli eseguire somme più difficili.








Quando le somme da affrontare sono divenute più difficili ho visto che faceva fatica a trovare il risultato. Ci siamo aiutati quindi con la linea del 20, ne avevo già parlato in un precedente post, lo potrete trovare qui. 
E' stato un supporto di grande aiuto, in quanto è riuscito a comprendere un po' più facilmente le somme. Ovviamente per lui sono le prime esperienze e dovremo lavorare ancora. In rete troverete davvero tante idee per affrontare la matematica coi bambini, qui potrete trovarne alcuni:

mercoledì 27 aprile 2016

Parole in carte: un gioco per imparare.



In questi giorni di festa, ci siamo dedicati alle uscite, complici anche le belle giornate. Non sono però mancati momenti di attività in casa, sprattutto seguo sempre con interesse il blog di Homemademamma, che questa volta ha proposto un'attività gioco molto simpatica:


Si tratta di 36 carte dove il bambino viene stimolato alla lettura in quanto deve trovare il nome dell'oggetto disegnato. In ogni carta troverà quattro parole e dovrà riconoscere le lettere ma anche il suono in quanto alcune parole sono molto simili. 





Leonardo non sa ancora leggere benissimo, sa giusto leggere lentamente delle parole, ma è stato molto bravo nel riconoscere alcune parole, è quasi andato ad intuito conoscendo l'oggetto disegnato. In altri casi invece, ha avuto più difficoltà. E' veramente un buon esercizio e devo dire che a lui è piaciuto e si è anche divertito. Per un bambino che ha appena iniziato a leggere è un'attività da fare isolata, perchè può essere comunque stancante. Per un bimbo che già sa leggere bene può essere un aiuto per ampliare i vocaboli o consolidare le conoscenze.

sabato 23 aprile 2016

La cheratocongiuntivite Vernal




Avevo già parlato in un post della malattia di Leonardo: la cheratocongiuntite di Vernal. In questi giorni Leonardo non sta bene la malattia già da febbraio è tornata, ma man mano che le giornate si allungano e arriva il caldo, lui peggiora. Quest'anno purtroppo, abbiamo avuto una brutta sorpresa. Il collirio tacrolimus che usava fino allo scorso anno, il quale era già di persè doloroso, ma che riusciva a contenere i suoi sintomi, ha avuto in lui una reazione di intolleranza con forti bruciori e fitte agli occhi, tali da non riuscire a fare nulla, ha dovuto quindi sospendere questa terapia. 

Voglio prima però spiegarvi di cosa si tratta, per capire meglio, tratto dal sito Occhio al Sole:

La cheratocongiuntivite "Vernal"(VKC) è una congiuntivite allergica cronica la cui causa è in gran parte sconosciuta

Informazioni sull' Associazione e sulla Patologia

L'Associazione OCCHIO AL SOLE a favore delle persone affette da cheratocongiuntivite "Vernal" è nata il 22/12/04 per iniziativa di alcuni soci fondatori, i quali hanno potuto fruire, a partire dalla fase preliminare, del supporto logistico degli amministratori dell'ospedale Meyer di Firenze (che, condividendone le finalità, hanno permesso l'adozione, come sede sociale, almeno inizialmente, dei locali del Centro di Allergologia) e, soprattutto, della consulenza scientifica degli specialisti di Allergologia della medesima struttura.
Inizia a manifestarsi nei primi anni di vita e si risolve di regola spontaneamente verso i 18-20 anni. I sintomi si presentano in primavera (febbraio-aprile) e peggiorano progressivamente in estate, per regredire poi nel periodo autunno-inverno. Circa il 10-15% dei soggetti ha invece una forma definita 'perenne', in cui, cioè, nei mesi invernali si ha solo un miglioramento ma non una remissione completa.
Con gli anni è frequente un peggioramento, in termini di intensità e di estensione del periodo sintomatico. La patologia, potendo fortemente limitare le normali attività quotidiane, è assai invalidante per i pazienti, che possono avvertire sensazione di corpo estraneo negli occhi, con prurito e lacrimazione; talvolta è riferita una sensazione di velo davanti agli occhi, che impedisce la lettura e il disegno. La forte fotofobia, cioè fastidio alla luce, può inoltre costringere i pazienti a stare chiusi in casa fino a sera, e ad evitare spesso anche le luci artificiali, specie se a neon. E' d' obbligo, quindi, l'uso di lenti scure, spesso anche in ambienti chiusi.
Oltre a condizionare le attività quotidiane, sia scolastiche che di vita relazionale,la VKC può complicarsi con lesioni corneali anche ulcerative che, se non trattate adeguatamente, possono lasciare un danno permanente alla vista (nel 5-6% dei casi circa). Da studi recenti risulta inoltre che dal 15 al 25% degli occhi di questi bambini può svilupparsi un cheratocono, cioè un assottigliamento della cornea, che potrebbe avere conseguenze gravi sulla vista.
Le terapie convenzionali con antistaminici, cromoni e antinfiammatori sono scarsamente efficaci o inutili. L'unico trattamento efficace è rappresentato dai cortisonici, il cui impiego, però, locale o per via generale, deve essere limitato a brevi cicli per i ben noti effetti collaterali, specie sull'occhio, come l'aumento della pressione oculare fino al glaucoma, e la cataratta.
La maggior parte dei nostri bambini viene trattata con ciclosporina, un immunosoppressore, per via oculare. Le quantità di farmaco presente nelle preparazioni (in media si somministrano dai 3 ai 6 mg al giorno) fanno ritenere pressochè nullo il rischio di assorbimento sistemico e quindi di effetti collaterali. Dei bambini trattati con la terapia vengono comunque eseguiti esami ematici di base: nel corso del trattamento, negli oltre 700 soggetti nel 2013, tali esami sono sempre risultati normali e i livelli di ciclosporina nel sangue sempre al di sotto dei valori minimi dosabili. I controlli oculistici vengono eseguiti ogni 1-2 mesi e ogni qualvolta le condizioni cliniche del bambino ne indichino la necessità. I risultati che si ottengono con la ciclosporina oculare, come risulta anche dagli studi finora pubblicati, sono molto buoni. Il trattamento va proseguito fino a remissione clinica e ripreso al momento della riacutizzazione stagionale.
 Esiste una percentuale di pazienti variabile dall'8 al 15% che è sostanzialmente resistente al trattamento con ciclosporina, almeno per i 3-4 mesi centrali del periodo primaverile-estivo. Nei casi più gravi, resistenti alla ciclosporina, e necessitano di un trattamento con tacrolimus (o FK506) per via oculare, preparato con modalità analoghe a quelle utilizzate per la ciclosporina che finora hanno dato esiti favorevoli11, tanto che il tacrolimus è stato dichiarato farmaco orfano per la VKC dall'EMEA
Nel Centro di Allergologia dell' Ospedale Meyer sono seguiti attualmente (anno 2013) circa 700 bambini, provenienti non solo dalla Toscana (50 % del totale) ma da tutte le regioni d'Italia. In mancanza di dati epidemiologici di prevalenza si può ragionevolmente stimare, sulla base della provenienza dei pazienti dalla provincia di Firenze e dalla regione Toscana, che in Italia possano esserci tra i 4.000 e i 6.000 bambini e adolescenti affetti.
La funzione di OCCHIO AL SOLE è quella di affrontare, e concorrere a risolvere, i problemi determinati dal fatto che la cheratocongiuntivite è patologia rara, poco conosciuta, non facilmente diagnosticata, scarsamente studiata: di conseguenza, non ovunque adeguatamente trattata.
I soci,convocati in prima assemblea per il giorno 13/06/05, hanno ascoltato gli interventi previsti, eletto il Consiglio direttivo, dato mandato a quest'ultimo di procedere alla stipula di un Protocollo d' intesa con la Direzione del Meyer in attuazione dell'art.14 comma 7 D.L.N. 502/92 (Associazioni dei Genitori/Fondazioni). I soci hanno altresì contribuito propositivamente all'elaborazione del prospetto di iniziative con le quali l'Associazione opererà per la realizzazione degli obiettivi che si è data e espresso la loro disponibilità secondo le rispettive competenze.
Gli obiettivi, conformemente alle finalità espresse nell'Atto costitutivo e più diffusamente specificate negli articoli 3 e 4 dello Statuto sociale, consistono essenzialmente nella facilitazione dell'accesso alla terapia per tutti i soggetti interessati. Il mezzo per il raggiungimento di questo risultato è, nell'immediato, la divulgazione della conoscenza di questa patologia nelle strutture pubbliche e private preposte all'educazione e alla cura: in particolare ci si propone di promuovere ricerche, sperimentazioni, congressi, pubblicazioni di studiosi; di produrre materiale informativo semplice ma efficace, adatto alla diffusione fra la popolazione; di reperire interlocutori fra amministratori e politici sensibili a questa problematica. In più ampia prospettiva, lo strumento principe è individuabile nell'ottenimento dell'iscrizione della 'Vernal' nell'elenco delle malattie rare presso l'Istituto Superiore di Sanità. Essa ne ha infatti titolo, dal momento che, secondo una nota dell'EMEA, The European Agency for the Evaluation of Medicinal Products, ne sono affette meno di 38.500 persone nell'Unione Europea. 


Purtroppo Leonardo è uno di quei bambini a cui la ciclosporina non fa effetto e in questo momento ha anche problemi col tacrolimus che non può utilizzare. Lo staff del Meyer comunque sta seguendo passo passo il suo caso, ma ovviamente preghiamo ogni giorno affinchè si possa trovare una soluzione, anche perchè non si può usare continuamente il cortisone, visto che lui manifesta la vernal da febbraio a novembre.  
Ci sono giorni difficili per lui, giorni in cui sta molto male, la sera è il momento peggiore, perchè gli occhi risentono della giornata. A volte piange, perchè vorrebbe fare delle cose e non può, ma io lo vedo che sa affrontare il dolore, il fastidio e a volte anche l'imbarazzo di dover stare sempre con occhiali e cappellino. Lui però è sempre col sorriso, anche se a volte il fastidio scatena la sua aggressività. Come lui ci sono molti altri bambini e genitori. Siamo un gruppo, anche su facebook che si aiuta e si incoraggia ogni giorno. Queste malattie rare, interessano a poche persone, a pochi medici. Noi siamo sostenuti e ci sosteniamo dall'associazione Occhio al sole onlus, con piccole donazioni, soprattutto col 5 x 1000, ci sono mamme che organizzano mercatini, fabbricano piccole cose da vendere per poter poi donare il ricavato all'associazione. 
L'associazione paga i medici che lavorano per aiutare i nostri bambini e il collirio che la farmacia del Meyer fa per ognuno di loro. E non solo, anche la ricerca, che ora più che mai come nel caso di Leonardo serve per poter fare dei nuovi colliri. 

Chi volesse aiutare e sostenere, può farlo, sul sito di occhio al sole troverete tutte le informazioni. 


Ci sono tante malattie, tanti bambini che soffrono. Voglio solo dire a quei genitori che si trovano a dover affrontare queste situazioni di cercare altri con la stessa malattia, per non sentirsi soli. 

Grazie.

Se volete approfondire:

Il gioco delle sillabe.



Alcuni giorni fa abbiamo affrontato il tema delle sillabe. A volte Leonardo ha difficoltà a riconoscerle e distinguerle, soprattutto capire la differenza, ad esempio tra GE e GHE, GI e GHI e altre simili. Mi è sembrato utile proporre l'esercizio gioco "A caccia di Sillabe", proposto da Homemademamma. 
Sono delle semplici carte in cui sono raffigurati degli oggetti o degli animali. Su ogni carta è rappresentata una sillaba. Il gioco consiste nell’individuare l’immagine o le immagini il cui nome inizia con la sillaba indicata.



In certi casi per Leonardo è stato immediato il processo, per altri più difficile da comprendere e riconoscere.






Ad esempio nell'immagine sopra ha fatto fatica a distinguere la differenza tra GI e GHI, una volta capito non ha avuto grandi difficoltà a trovare le rispettive immagini. Ha solo confuso la parola DINOSAURO, che ha sempre pronunciato bene, ma mentre faceva l'esercizio continuava a dirmi GHINOSAURO, forse per la similitudine del suono. E' riuscito a capire solo dopo aver scritto da solo la parola e sillabando le lettere.

Spero possa esservi di aiuto questo gioco, come lo è stato per noi. Lo abbiamo fatto in due tempi, in quanto dopo le prime carte lo vedevo stanco e sarebbe stato inutile continuare. Abbiamo anche scoperto nuove parole, in quanto non conosceva tutti i nomi delle immagini. E' stata anche un'occasione per ampliare il nostro vocabolario.

Buon lavoro!

sabato 16 aprile 2016

Primi voli di lettura: Abecedario






Quest'oggi desidero parlarvi di un acquisto fatto un po' di tempo fa che per noi è stato molto utile. Si tratta dell'abecedario di Camillo Bortolato. Avevo già parlato in un precedente post del metodo analogico, parlando dei numeri, qui parlerò dell'approcio alla lettura e scrittura.
Si tratta di un cofanetto che comprende due volumi: l'abecedario e un libricino "Piccola storia di Pitti".
Né globale, né analitico, né fonematico, né grafemico, né sillabico o fonosillabico, ma tutto insieme e senza schemi rigidi. Ciascun bambino imparerà a modo suo, seguendo la via delle associazioni e mettendo a fuoco le varie parti per gradi sucessivi.
Il Metodo Analogico è questo atto di fiducia nelle capacità segrete di ogni bambino, nella convinzione che il suo modo di apprendere "al volo" sia il migliore.
Compito di chi vuole aiutarlo è di presentare solo i fatti, in modo semplice e completo e in un quadro di stabilità che gli permetta di avere tutto sott'occhio, come con gli altri strumenti del metodo.

Come va utilizzato il libretto?

Si inizia sfogliando il libretto per intero, pronunciando accuratamente i fonemi e svelando le immagini sottostanti. Poi si lascia ripetere l'intero percorso al bambino, controllando la pronuncia e i suoni.








In seguito bisogna far esercitare il bambino a leggere, sulla striscia finale.






Poi si può passare alla Piccola storia di Pitti.






 Con Leonardo abbiamo seguito tutto il processo e devo dire che in poco tempo ha imparato le lettere e ha iniziato subito a leggere il libro della storia di Pitti. Ancora oggi dopo alcuni mesi quando non ricorda come è fatta una lettera, gli rammento quella dell'abecedario.

All'interno sono anche spiegati i casi particolari, qui ve ne illustro alcuni.







Nella lettura il bambino è aiutato dai simboli all'interno delle lettere, come potete vedere dall'immagine sottostante.



Ancora oggi Leonardo durante i dettati che facciamo quando non ricorda una lettera ricorre all'abecedario.


 In definitiva a noi è servito molto, ho trovato anche dlle critiche a questo metodo, quindi ognuno deve provare per capire come si trova.